La Russia inasprisce i dazi all’importazione sui “Paesi ostili”: cosa significa per il commercio?

La Russia inasprisce i dazi all’importazione sui “Paesi ostili”: cosa significa per il commercio?

Dal dicembre 2022, la Russia applica contromisure economiche mirate contro i Paesi considerati dannosi per i propri interessi. Con l’ultima modifica al Decreto Governativo n. 202240, adottata nell’agosto 2025, i dazi doganali sono stati ulteriormente aumentati. Cosa comporta esattamente questa misura – e come dovrebbero reagire le imprese?

Indice

Cosa prevede il decreto?

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Il Decreto Governativo russo n. 202240, adottato il 7 dicembre 2022 e successivamente più volte modificato (l’ultima il 30 agosto 2025), impone dazi all’importazione più elevati su specifici prodotti provenienti da “Paesi ostili”.

La misura si basa sul Decreto Presidenziale n. 100 dell’8 marzo 2022, che ha introdotto meccanismi di protezione economica in risposta alle sanzioni internazionali e alle tensioni geopolitiche.

In sostanza: la Russia si discosta dal regime tariffario standard dell’Unione Economica Eurasiatica (UEEA) e applica dazi doganali più alti a un’ampia gamma di prodotti provenienti dai Paesi designati.

Quali beni sono interessati?

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L’elenco dei prodotti è ampio e diversificato. Le principali categorie includono:

  • Oli vegetali (come cocco e palma): 25 % di dazio, talvolta con prezzo minimo al kg.
  • Sostituti del burro di cacao e margarine: fino al 25 % o 0,90 € al kg.
  • Carne e conserve di bovino, suino, tacchino e pollame: fino al 30 %, con minimi di circa 1 € al kg.
  • Prodotti ittici come sardine, aringhe e tonno in scatola: fino al 22 %.

L’aliquota dipende dal codice doganale (ТН ВЭД ЕАЭС) e varia in base al tipo di prodotto e al peso. Le nuove tariffe resteranno in vigore fino al 31 dicembre 2025.

Chi rientra tra i “Paesi ostili”?

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Dal 2022 il governo russo mantiene un elenco ufficiale dei cosiddetti “недружественные государства” (“Paesi ostili”). Vi rientrano gli Stati che hanno imposto sanzioni contro la Russia o che ne ostacolano gli interessi economici o geopolitici.

Fra questi vi sono, tra gli altri:

  • Tutti gli Stati membri dell’UE
  • Stati Uniti
  • Canada
  • Regno Unito
  • Giappone, Corea del Sud, Australia e altri membri del G7 o della NATO

Trattamento preferenziale per alcuni Paesi

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Sebbene l’Ungheria e la Slovacchia siano ufficialmente considerate “Paesi ostili” per via della loro appartenenza all’UE, il Decreto n. 202240 concede loro eccezioni per alcuni gruppi di prodotti.

Ad esempio, sono esentate dai dazi maggiorati su margarine e determinati oli vegetali. Non vi sono invece eccezioni per i prodotti a base di carne e pesce.

Categoria di prodottoCodice doganale (esempio)DazioEccezione per Ungheria/Slovacchia
Margarine e miscele di grassi1517 10 900 025 %, min. 0,90 €/kg
Oli vegetali (cocco/palma)1513 19 190 225 %, min. 0,56 €/kg
Carne suina (fresca/refrigerata)0203 29 550 025 %, min. 1 €/kgNo
Pesce in scatola (sardine, aringhe)1604 12 910 022 %No
Carne bovina in scatola1602 50 950 130 %, min. 0,5 €/kgNo
Prodotti avicoli (conserve industriali)1602 31 800 030 %, min. 1,5 €/kgNo

In breve: giuridicamente, Ungheria e Slovacchia rimangono nella lista dei “Paesi ostili”, ma economicamente ricevono deroghe selettive. Per le imprese è fondamentale verificare se la propria categoria di prodotto rientra in tali eccezioni.

Paesi particolarmente colpiti

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Oltre alle misure generali per tutti i Paesi “ostili”, il decreto prevede dazi aggiuntivi più alti per Stati specifici.

Lituania, Lettonia ed Estonia devono affrontare un dazio del 50 % su prodotti come:

  • Carta da parati e rivestimenti murali
  • Alcuni capi di abbigliamento maschile (cappotti, giacche)
  • Cioccolato senza ripieno

Per altri Paesi “ostili”, questi stessi prodotti sono soggetti ad aliquote inferiori.

Inoltre, Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Australia, Nuova Zelanda e Polonia sono colpiti da un dazio specifico del 35 % sui prodotti per la pulizia e i detergenti. Questa misura riguarda esclusivamente questo gruppo.

Ciò dimostra che la Russia utilizza la politica tariffaria non solo come barriera commerciale generale, ma anche come strumento geopolitico.

Perché è rilevante per importatori ed esportatori?

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Per le imprese che esportano in Russia – o importano da Paesi “ostili” – le implicazioni sono chiare:

  • Costi più elevati
  • Verifiche più severe sull’origine
  • Procedure doganali più complesse
  • Maggiori rischi di ritardi e sanzioni

Cos’altro sta facendo il governo russo?

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Il decreto prevede inoltre misure complementari, tra cui:

  • Controlli doganali più rigidi (FTS)
  • Coordinamento con il Ministero dell’Industria e del Commercio e con il Servizio federale antimonopolio (FAS)
  • Promozione della produzione nazionale

Cosa possono fare ora le imprese?

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  • Rivedere fornitori e catene di approvvigionamento
  • Assicurare documentazione d’origine completa e corretta
  • Ripensare le strutture di importazione
  • Adeguare le strategie di prezzo
  • Effettuare una valutazione legale dei rischi

Conclusione

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La Russia utilizza l’inasprimento dei dazi come strumento politico ed economico contro gli Stati considerati ostili. Il Decreto Governativo n. 202240 ne è un chiaro esempio.

Per le imprese il messaggio è chiaro: restare vigili, adeguare i processi e prepararsi strategicamente a un contesto commerciale destinato a rimanere imprevedibile.

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